leone ginzburg traduzioni

Il padre, che si chiamava in origine Tanchun Notkovič Ginzburg, aveva chiesto e ottenuto di poter assumere il nome russo per ragioni di affari. Alcuni studenti si organizzarono per reagire alle provocazioni e alle chiassate fasciste alle lezioni di L. Einaudi e di F. Ruffini: tra essi, Garosci, Galante Garrone, M. Andreis, F. De Rosa, D.L. Ma nel G. c'era anche dell'altro: il suo essere un apolide. Il 12 febbr. Con Neri Pozza, è uscita ormai quasi un anno fa, in ottobre, l’ultima impresa letteraria di Angelo d’Orsi. Negli stessi giorni furono arrestati anche Muscetta, Rossi Doria, S. Siglienti e vari altri collaboratori della rivista e della Einaudi. Quando tornò in Italia, le fila dell'antifascismo torinese (in particolare il gruppo Andreis-Scala-Garosci, raccolto attorno al foglio Voci d'officina) erano state da poco scompaginate dalle dure condanne comminate dal tribunale speciale. Così scrive sua moglie Anna Maria: "Quando era studente di liceo, all’incirca verso i diciotto anni si ammalò di una malattia non grave, ma prolungata, che richiese una lunga convalescenza. Dall'interno di questo gruppo, ma soprattutto per iniziativa del G., si cominciò a pensare, e a parlare, di una nuova rivista, La Tavola rotonda, anche se il progetto venne momentaneamente abbandonato. I suoi quaderni di appunti di questo periodo sono andati purtroppo perduti, così come quelli posteriori degli anni del confino a Pizzoli. Si apriva così un gioco - una sorta di braccio di ferro - non certo privo di rischi, tra Bottai che cercava di dare spazio ai giovani e alcuni di questi che cercavano, dal canto loro, di ritagliarsi uno spazio nei confronti della censura. Figlio di Luigi, fondò nel 1933 la Giulio ... Róssi Dòria, Manlio. Nato nel governatorato di Vilno, si era successivamente trasferito a Pietroburgo e poi a Odessa, dove era proprietario di un'industria cartaria e titolare di un importante ufficio di rappresentanze commerciali di alcune ditte estere. Si tratta della raccolta di lettere che Ginzburg inviò dal confino di Pizzoli, in Abruzzo, a vari protagonisti della scena culturale ed editoriale italiana, continuando così a svolgere il suo "mestiere" editoriale, con consigli, traduzioni e critiche. Per ricordare solo qualche esempio, il G. scrisse a Croce alcune puntuali osservazioni dopo l'uscita su La Critica, nel 1931, di anticipazioni della Storia d'Europa, e gli segnalò l'importanza nella storia russa di L.D. Dal carcere 1935-1943, a cura di F. Montevecchi, Torino 1998, ad indicem; L. Mangoni, Pensare i libri. La stima e la fiducia nei suoi confronti furono tali che, dopo l'8 settembre, gli venne affidata la direzione del giornale clandestino L'Italia libera, pubblicato a Roma. È possibile, ma non dimostrabile, che si riferisse a questo tema una battuta di Pintor sul suo "moralismo". Un “russo piemontese”: Leone Ginzburg slavista L’episodio è abbastanza noto. 1964, con introd. Continuò invece nelle sue collaborazioni a varie riviste (dal 1933 anche all'Illustrazione italiana), e iniziò a insegnare storia e filosofia all'istituto magistrale D. Berti. Da Odessa a Torino…, p. 27). Sul terreno invece dell'estetica e della critica letteraria, il G. si professò, e fu essenzialmente, crociano, ma in modo non scolastico e con una libertà che gli veniva dal contatto con altre esperienze. Il senso di incompiutezza nasce anche dalla sproporzione palese fra gli scritti a noi giunti (che pure colpiscono ancora oggi il lettore per la loro versatilità e originalità) e il potenziale che si intravede nell'uomo e nello studioso, e che è testimoniato da moltissimi suoi coetanei. Fonti e Bibl. Negli ultimi mesi del 1933, nel gruppo di intellettuali antifascisti torinesi di cui il G. faceva parte si era cominciato a parlare della possibilità di dar vita a una iniziativa editoriale, finanziata da Giulio Einaudi, che già curava la pubblicazione de La Riforma sociale, diretta dal padre. Epistolario di Carlo, Nello, Amelia Rosselli 1914-1937, a cura di Z. Ciuffolletti, introd. 1909, da Fëdor Nikolaevič e da Vera Griliches, in una famiglia ebrea, colta e agiata. Qui rivide Garosci (che aveva abbandonato l'Italia), frequentò l'ambiente dei fuorusciti, conobbe C. Rosselli e G. Salvemini, incontrò Croce. Va inoltre sottolineato che il senso dell'appartenenza alla comunità nazionale italiana si accompagnò sempre (fin dagli scritti infantili) a una decisa polemica contro ogni nazionalismo e a un profondo e radicato europeismo. Nel giugno 1940, subito dopo l'entrata in guerra dell'Italia, il G. venne inviato, come "internato civile di guerra", nel paese di Pizzoli (L'Aquila), dove lo raggiunsero poco dopo la moglie e i due figli. Il primo a lasciare Odessa, nel 1919, fu Nicola il quale, temendo il richiamo alle armi, si trasferì a Torino dove si iscrisse al Politecnico. Qui, nella prima classe, ebbe come insegnante di lettere il poeta E. Jenco. 60 s., 115 s.; Da Odessa a Torino. Babel´, Torino 1932, e - per la prima volta in Italia - i racconti di F. Kafka, che il G. segnalò in una cartolina a Croce). 1909, da Fëdor Nikolaevič e da Vera Griliches, in una famiglia ebrea, colta e agiata. Turgenev (per la UTET, Torino 1932), la Sonata a Kreutzer di Tolstoj e La donna di picche di Puškin (entrambi per Einaudi, rispettivamente nel 1942 e, postumo, nel 1949). s.le m. L’acribia filologica in Leone Ginzburg fu precoce. Dopo un violento interrogatorio da parte delle SS, con volto e labbra tumefatte, dirà al detenuto Sandro Pertini: «Guai a noi se domani non sapremo dimenticare le nostre sofferenze, guai se nella nostra condanna investiremo tutto il popolo tedesco». Dostoevskij, nel cinquantenario della morte dello scrittore; nello stesso fascicolo era stato annunciata la pubblicazione di un saggio del G. su Dostoevskij, che però non vide mai la luce a causa di altri impegni e vicende. La casa editrice Einaudi dagli anni Trenta agli anni Sessanta, Torino 1999, ad indicem; G. Fiori, Casa Rosselli, Torino 1999, ad indicem; A. d'Orsi, La cultura a Torino tra le due guerre, Torino 2000, ad indicem. Il G. mostrò peraltro una grande apertura - non certo comune in quegli anni in Italia - verso quanto di nuovo si andava producendo in Europa nel campo dell'estetica e della critica letteraria: dalle polemiche sul formalismo russo alle esperienze dell'ancor giovane scuola di A. Warburg. Traduzione di Leone Ginzburg 5 Scritto tra l’ottobre 1832 e il febbraio 1833, rimase manoscritto tra le carte dell’autore, che probabilmente lo considerava solo una prima stesura non definitiva. Nella capitale, dove aveva anche ricevuto l'incarico di dirigere la sede romana della Einaudi, il G. viveva sotto il falso nome di Leonida Gianturco. Emerge concordemente, da queste testimonianze, l'immagine di una persona che ha potuto realizzare solo in piccola parte quel potenziale: vuoi per una congiuntura storica avversa, che ne ha indirizzato generosamente le energie verso la lotta al fascismo intesa come un dovere etico, e gli ha poi rubato anni di vita col carcere e il confino, infine la vita stessa; vuoi per una varietà di interessi e di conoscenze che comportava il prezzo della dispersione. Leone Ginzburg was born to a Jewish family, and moved with them, first to Berlin and later to Turin at a very young age. 63-78). Fra i suoi professori c’è Leone Ginzburg e a quel Liceo insegna pure Cesare Pavese. La sua attività - ampiamente documentata dalle lettere e dai documenti interni conservati nell'archivio della casa editrice - svaria dalla progettazione delle collane alla revisione delle traduzioni, da un'attività redazionale di alto profilo (e assai rispettata) fino a un'attenzione costante per gli aspetti grafici e tipografici del lavoro editoriale. Insieme con Pavese, per esempio, fornì suggerimenti e proposte - primo antecedente di un'attività editoriale che divenne poi predominante - ad Antonicelli, direttore editoriale della casa editrice fondata da C. Frassinelli nel 1931 (è quasi certamente riconducibile a lui, per esempio, la decisione di tradurre L'armata a cavallo di I.E. 70-107) che soprattutto Pintor si sia posto in critica aperta (in nome di un superamento del dilemma fascismo-antifascismo e di una rivoluzione rigeneratrice) nei confronti non solo del vecchio antifascismo prefascista, ma anche della scelta cospirativa (fosse o no "alla luce del sole") operata da alcuni rappresentanti della generazione di mezzo. Più ancora, il filologo romanzo S. Debenedetti aveva rinnovato quella tradizione indirizzandola verso un più moderno approccio ai testi. Da un punto di vista politico (per quanto sia possibile separare, in un personaggio come il G., cultura, politica e vita morale), si possono forse indicare quattro nomi come decisivi: G. Mazzini, C. Cattaneo, Gobetti e Croce. (con un ricordo di E. Tagliacozzo); G. De Luna, Storia del Partito d'azione, Milano 1982, ad indicem; Cinquant'anni di un editore. 1942; cfr. 1938, il G. sposò Natalia, figlia del professor Giuseppe Levi e sorella di Gino, Paola, Mario e Alberto. Garosci chiese al G. e a Mila di partecipare alle iniziative di questo gruppo, ma i due preferirono astenersi. Alla nuova serie, diretta da Pavese, collaborarono fra gli altri Cajumi, Antonicelli, P. Treves; il primo numero vide la luce nel marzo 1934, pochi giorni dopo l'arresto del G., che ne aveva curato l'impostazione. Venne in Italia bambino e studiò a Torino,. L'anno successivo tutta la famiglia si era stabilita a Torino e fu raggiunta da Leone che si iscrisse alla seconda classe del "Liceo Classico Vincenzo Gioberti"[1]. Una biografia, Milano 1997, passim; N. Bobbio, Autobiografia, a cura di A. Papuzzi, Bari 1997, ad indicem; I Rosselli. L'11 marzo 1934, al valico di Ponte Tresa, la polizia fermò un'auto su cui si trovavano Sion Segre e Mario Levi, che il G. aveva inviato in Svizzera a prelevare stampa clandestina. Figura importantissima nell'infanzia di Leone fu l'italiana Maria Segré (sorella del suo padre naturale) che sin dal 1902 viveva presso la famiglia in qualità di istitutrice. Sappiamo, al contrario, che Pintor nutriva per il G. un profondo rispetto personale, e che il G., tornato dal confino, riprese in pieno il suo ruolo nella casa editrice. Otterrà la cittadinanza italiana solo 10 anni più tardi. Dal punto di vista politico, la famiglia del G. presentava un ampio arco di posizioni diverse: il padre era un liberale di larghe vedute, legato al partito costituzional-democratico (i "cadetti"), mentre la madre simpatizzava per un partito minore della Sinistra, quello dei "nazional-socialisti", favorevoli all'esproprio dei grandi proprietari assenteisti mediante rimborso; Nicola divenne socialdemocratico, Marussa fu vicina ai socialisti rivoluzionari e attiva in organizzazioni di soccorso a disoccupati e reduci dalle prigioni zariste. Nel 1927 portò a termine la traduzione del Taras Bul´ba di N.V. Gogol´ e avviò quella di Anna Karenina di L.N. Nel 1933 ottenne che il filosofo gli desse un articolo, Note caratteristiche del prof. Ercole, per i Quaderni di Giustizia e libertà (s. 2, novembre 1933, n. 9, pp. I suoi rapporti con il già anziano filosofo, testimoniati da una ricca corrispondenza, furono sempre intensi, unendo riflessioni storico-culturali a progetti editoriali. scient. Guarda gli esempi di traduzione di Leone Ginzburg nelle frasi, ascolta la pronuncia e impara la grammatica. Anche in politica vigeva una notevole libertà e ciascun membro seguiva posizioni diverse: il padre era vicino al cosiddetto partito dei cadetti, la madre era di sinistra e aderiva ai nazional-socialisti; e così i figli, con Nicola che divenne socialdemocratico e Marussa che fu attiva tra i socialisti rivoluzionari[1]. Nel 1919 si verificarono fatti nuovi e drammatici: malgrado avesse inizialmente visto di buon occhio la rivoluzione del 1917, con l'instaurarsi del nuovo regime la famiglia Ginzburg ebbe a subire delle vessazioni. Leone Ginzburg, oltre ad esser stato fra i fondatori della Casa Editrice Einaudi, è autore, a parer mio, di una delle più belle traduzioni di Anna Karenina per la sua delicatezza di … Condannato dal tribunale speciale per antifascismo nel 1935, ha partecipato alla Resistenza nelle file del Partito d'Azione e ha fatto parte della Consulta Nazionale; è ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. La vastità degli interessi e delle competenze culturali del G. lo portò anche a partecipare, seppure al momento marginalmente, ad alcune iniziative editoriali che si svilupparono nella Torino di quegli anni. Tuttavia strinse amicizia con un operaio comunista, V. Giorgi, che fu poi deputato e sindaco del paese e frequentò anche un gruppo di confinati jugoslavi, giunti nel 1941. Attraverso cartoline postali nelle quali (per passare attraverso le maglie della censura) fingeva di essere un comune lettore, polemizzò con Giulio Einaudi e i suoi collaboratori quando gli sembrava che la fretta li inducesse a trascurare la qualità editoriale di un testo. Tra il 1924 e il 1927, a Torino, il G. frequentò il liceo Massimo d'Azeglio. Sarebbe difficile sopravvalutare il ruolo svolto dal G. nell'avvio e nella gestione della casa editrice, dapprima nel 1933-34, poi negli anni fra il 1936 e il 1940, e persino in quelli del confino (1940-43), malgrado le molte limitazioni che gli vennero imposte; infine, nei pochi mesi della riconquistata libertà, fra il 1943 e il 1944. A Torino, professori come Neri e Rostagni gli avevano offerto il magistero di un crocianesimo che sapeva sposarsi con una severa tradizione storico-filologica. Un elemento assai importante che rischia però di esser Il cosmopolitismo, ancorché in buona parte obbligato, della famiglia era iniziato molti anni prima con lo stabilirsi negli Stati Uniti del nonno materno del Ginzburg. Dal matrimonio, avvenuto nel 1894, erano nati, molto prima del G., Marussa (Marussia, 1896) e Nicola (1899). Nel marzo 1936, l'uscita del G. dal carcere, pressoché contemporanea al ritorno di Pavese dal confino, impresse una svolta all'attività della casa editrice. Antifascista, tra i personaggi di maggiore rilievo della sinistra italiana ed europea, partecipò attivamente alla Resistenza nelle file del Partito d'azione a Torino e a Milano; deputato alla Costituente, è stato in seguito ... Antonicèlli, Franco. Insegnò ai tre fratelli il francese e l'italiano e fu lei a creare i rapporti tra i Ginzburg e l'Italia[1]. 71-86; Il carteggio Einaudi-Montale per "Le occasioni" (1938-39), a cura di C. Sacchi, Torino 1988, passim; F. Antonicelli, Ricordi fotografici, Torino 1988, tavv. 1153-1183.

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